Chi soggiorna a Le Fate Corbezzole dorme, letteralmente, nella terra di una delle famiglie più potenti e discusse del Medioevo italiano. Il nome stesso del paese lo ricorda: Romano d'Ezzelino. La specificazione "d'Ezzelino" fu aggiunta ufficialmente con un regio decreto nel 1868, ma il legame tra questo angolo ai piedi del Grappa e la casata dei da Romano, gli Ezzelini, risale a quasi mille anni fa.
Le origini: un cavaliere al seguito dell'imperatore
Secondo la tradizione, il capostipite della famiglia giunse in Italia nel 1036 al seguito dell'imperatore Corrado II. Il primo membro documentato è Ecelo, che in un atto del 1076 compare come signore "de loco Aunerio et Romano": Onara, nell'odierno Padovano, e appunto Romano. In origine la famiglia era detta "da Onara", dal nome della sua prima fortezza; quando quel castello fu distrutto, la residenza principale divenne il castello sul colle di Romano, e con essa cambiò anche il nome della casata.
Nelle generazioni successive gli Ezzelini accrebbero ricchezze e potere. Ezzelino I, detto il Balbo, fu tra i protagonisti della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa. Suo figlio Ezzelino II, detto il Monaco, fu podestà di Treviso, Verona e Vicenza, prima di ritirarsi a vita religiosa; morì nel 1221.
Ezzelino III, il "Terribile"
Il membro più celebre della dinastia è Ezzelino III da Romano, nato il 16 aprile 1194. Podestà di Verona dal 1226, si legò all'imperatore Federico II di Svevia, di cui sposò la figlia Selvaggia nel 1238, nella basilica di San Zeno a Verona. Come vicario imperiale arrivò a controllare un vasto dominio che comprendeva, tra le altre, Verona, Vicenza, Padova, Belluno, Trento e Brescia.
Dopo la morte di Federico II, nel 1250, la sua fortuna cominciò a declinare. Contro di lui fu bandita una vera e propria crociata: nel giugno 1256 le forze alleate entrarono a Padova. Il 16 settembre 1259 Ezzelino fu sconfitto nella battaglia di Cassano d'Adda; catturato, morì prigioniero a Soncino pochi giorni dopo. La tradizione lo ha consegnato alla storia come "il Terribile", anche se molti storici moderni invitano a leggere questa fama alla luce della propaganda dei suoi avversari.
La fine della casata fu drammatica. Nel 1260 il fratello Alberico fu assediato nel castello di San Zenone, a pochi chilometri da qui: catturato, venne giustiziato insieme alla sua famiglia. Con lui si estinse la dinastia dei da Romano.
Dante, Cunizza e il "colle" di Romano
Gli Ezzelini compaiono anche nella Divina Commedia. Nel canto XII dell'Inferno, Dante colloca Ezzelino III tra i violenti, immersi nel fiume di sangue bollente: "quella fronte c'ha 'l pel così nero, / è Azzolino". Ma nel canto IX del Paradiso è la sorella, Cunizza da Romano, a prendere la parola, descrivendo la propria terra d'origine: "In quella parte de la terra prava / italica che siede tra Rïalto / e le fontane di Brenta e di Piava, / si leva un colle, e non surge molt'alto". È proprio il colle di Romano, oggi chiamato Col Bastia o "Colle di Dante".
La Torre Ezzelina sul Col Bastia
Del castello medievale, che sorgeva su un colle dai fianchi dolci a sud e scoscesi a nord, oggi restano soltanto le tracce. Sul luogo dell'antica fortezza si innalza però la Torre Ezzelina, eretta nel 1827 da Giovanni Zardo come memoria della rocca dei da Romano. Sul colle si trovano anche una piccola chiesa antica e un monumento a Dante con i versi del canto IX del Paradiso.
Da lassù lo sguardo spazia dal massiccio del Grappa, alle spalle, fino alla pianura veneta: lo stesso paesaggio che gli Ezzelini dominavano otto secoli fa. Per eventuali visite e iniziative culturali dedicate alla storia del territorio, consultate i canali ufficiali del Comune di Romano d'Ezzelino.
Tornare a Le Fate Corbezzole dopo questa immersione nel Medioevo ha un fascino particolare: le stesse colline che furono teatro di intrighi e battaglie oggi offrono soltanto silenzio, prati e la promessa di una serata romantica.
Dormite nella terra degli Ezzelini a Le Fate Corbezzole
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