La Via Eroica del Sacrario Militare di Cima Grappa, viale lastricato fiancheggiato da cippi in pietra che conduce all'edificio sommitale sotto un cielo nuvoloso
La Via Eroica del Sacrario Militare di Cima Grappa — foto: Syrio · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Dalle colline di Fellette il Monte Grappa è una presenza costante: la sua mole scura chiude l'orizzonte a nord, cambia colore con le stagioni, si imbianca d'inverno e si accende di verde a primavera. Salirci almeno una volta è quasi un dovere per chi soggiorna da queste parti, e il bello è che la strada parte proprio da qui: Romano d'Ezzelino è il punto d'inizio della storica Strada Cadorna, che in una trentina di chilometri di tornanti porta fino alla cima.

La Strada Cadorna, una salita nella storia

La strada fu realizzata durante la Prima guerra mondiale per portare truppe, armi e rifornimenti in quota. Quando, dopo la ritirata di Caporetto dell'autunno 1917, il fronte italiano si attestò sul Piave e sul Grappa, questa montagna divenne uno dei bastioni decisivi della difesa: qui si combatté duramente fino al 1918.

Oggi la salita è un susseguirsi di curve tra boschi, prati e malghe, con scorci sempre più ampi sulla pianura. Guidate con calma, fermatevi nelle piazzole a guardare indietro: è uno di quei percorsi in cui il viaggio conta quanto la meta. Prevedete tempi da strada di montagna, più lunghi di quanto suggeriscano i chilometri.

Man mano che si sale, il paesaggio cambia carattere: i castagni e le latifoglie delle pendici lasciano il posto ai pascoli aperti, punteggiati da malghe e da piccoli rifugi, mentre l'orizzonte si allarga a ogni tornante. In primavera e all'inizio dell'estate i prati in quota si coprono di fioriture, e non è raro incontrare mandrie al pascolo: un motivo in più per procedere con prudenza e godersi il viaggio senza fretta.

Il Sacrario Militare di Cima Grappa

In vetta, a circa 1.775 metri, sorge il Sacrario Militare, inaugurato nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Il monumento accoglie i resti di oltre ventiduemila caduti: circa 12.600 soldati italiani, in gran parte ignoti, e circa 10.300 soldati austro-ungarici, riuniti nella stessa terra dopo aver combattuto su fronti opposti.

La parte italiana si sviluppa in gironi concentrici che salgono verso la sommità, dove si trova il sacello della Madonna del Grappa. Da qui parte la Via Eroica, un lungo viale lastricato di circa trecento metri fiancheggiato da cippi in pietra che portano i nomi delle località del massiccio teatro degli scontri più duri. Il silenzio, il vento e la vastità del paesaggio rendono la visita un'esperienza intensa, da vivere con rispetto.

La Galleria Vittorio Emanuele III e i segni della guerra

Sotto la cima si snoda la Galleria Vittorio Emanuele III, scavata nella roccia nel 1917: un sistema di gallerie lungo oltre un chilometro nel tratto principale e di diversi chilometri contando le diramazioni, con postazioni per l'artiglieria affacciate sulle valli. Restituisce in modo molto concreto la vita dei soldati in quota.

Tutto il massiccio, del resto, conserva tracce della Grande Guerra: trincee, camminamenti, cippi e piccoli monumenti sparsi lungo i sentieri. Per chi ama camminare, numerosi percorsi segnalati partono dalla zona sommitale e permettono di scoprire la montagna con i propri tempi.

Consiglio pratico: in cima la temperatura è sensibilmente più bassa che in pianura e il tempo può cambiare in fretta: portate sempre una giacca e scarpe chiuse, anche d'estate. Per l'accessibilità della galleria, eventuali visite guidate e lo stato della strada consultate i canali ufficiali prima di partire.

Panorami sulle Prealpi e sulla pianura

Nelle giornate limpide, la cima del Grappa regala uno dei belvedere più ampi del Veneto. A sud la pianura si distende fino a perdersi nella foschia dell'orizzonte; a nord lo sguardo corre sulle cime delle Prealpi e, più lontano, sulle montagne dolomitiche; a ovest si intuisce la valle del Brenta che separa il massiccio dall'Altopiano di Asiago. Le ore migliori sono quelle del mattino, quando l'aria è più tersa, oppure il tardo pomeriggio, con la luce radente che disegna ogni crinale.

Al ritorno, la discesa verso Romano d'Ezzelino riporta in pochi tornanti al clima mite delle colline. Dopo una giornata in quota, la sauna e il bagno turco privati della Suite Paradise, o un idromassaggio sotto le stelle, sono il modo più naturale per sciogliere la stanchezza e ripensare a ciò che si è visto.

Il Grappa parte da Le Fate Corbezzole

La Strada Cadorna comincia a Romano d'Ezzelino: salite in vetta di giorno e rientrate al tepore delle nostre suite. Scriveteci su WhatsApp.